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Morning Future – 21 aprile 2021 - Raffaella Maderna, People & Communication Director di Lundbeck Italia

Il mondo del Pharma ha registrato negli ultimi anni una crescita esponenziale, con un aumento delle opportunità d’impiego e un’accelerazione della digitalizzazione senza precedenti. Raffaella Maderna di Lundbeck Italia ci racconta cosa sta accadendo.

L’emergenza sanitaria non ha solo determinato una crescita significativa del settore farmaceutico, ma ne ha anche causato un’espansione digitale sorprendente. Da alcuni anni a poche settimane, se non addirittura giorni: è questo il cambio di ritmo nell’adozione di strumenti e tecnologie digitali che la pandemia ha imposto al mondo Pharma e Biotech e, più in generale, a quello del Life Science. Tuttavia, non parliamo solo di digital transformation, ma di un cambiamento più complesso e profondo, che ha a che vedere con la relazione, con la comunicazione, in una parola, con le persone.

Di questa incredibile evoluzione e delle sue conseguenze si è parlato lo scorso 25 gennaio nel talk di PHYD dal titolo "Le 5 professioni della cura nel futuro" con Raffaella Maderna, People & Communication Director di Lundbeck Italia, casa farmaceutica danese specializzata nell’area terapeutica del sistema nervoso centrale, con una particolare attenzione a malattie come la schizofrenia, la depressione, l’emicrania, il parkinson e l’alzheimer. Obiettivo dello speech, raccontare il mondo Pharma e i suoi perché - dai tassi di crescita degli ultimi anni alle opportunità professionali, dalle tendenze future alle soft skill più richieste – provando a immaginare le forme che assumerà domani.

Nel 2020, il Life Science vanta nel nostro Paese un fatturato di 32 miliardi di dollari, di cui l’80% deriva dall’export, e un numero di addetti che raggiunge le 67 mila unità.

Il primo punto su cui Maderna si concentra è il fatturato del mercato farmaceutico in Italia, cresciuto in modo esponenziale in appena un decennio. Dal 2008 al 2018, infatti, la percentuale è del più 117%. E non solo. Nel 2020, il Life Science vanta nel nostro Paese un fatturato di 32 miliardi di dollari, di cui l’80% deriva dall’export, e un numero di addetti che raggiunge le 67 mila unità. Secondo una recente stima di Moody’s, le proiezioni per quest’anno prevedono all’EBITDA (Earning Before Interest Taxes Depreciation & Amortization) di raggiungere il 4 – 6 per cento.

Numeri, questi, che, per essere pienamente compresi, devono essere letti in relazione a due elementi essenziali del mercato: il suo essere iper-innovativo e l’uso pervasivo della tecnologia. Caratteristiche insite nel DNA dell’industria farmaceutica che fa della ricerca e della scoperta le sue ragioni ontologiche, e che da sempre si affida a strumenti e dispositivi tecnologici di altissima precisione allo scopo di garantire un alto livello di performance. Basti pensare ai siti produttivi delle principali aziende farmaceutiche, a oggi una vera e propria eccellenza della robotica, o all’impiego dei big data e dell’intelligenza artificiale nella medicina predittiva, o, ancora, alle tecnologie wereable, ideali per la somministrazione personalizzata di farmaci. Senza dimenticare le app per la gestione di malattie croniche, come il diabete, che richiedono un alto grado di coinvolgimento da parte del paziente e del suo care giver.

Se il punto di partenza della digital transformation sono i dati, il punto di arrivo sono sicuramente le persone

Un mondo tech, non c’è dubbio, eppure, bisogna sottolinearlo, profondamente umano nella sua vocazione. «Se il punto di partenza della digital transformation sono i dati, il punto di arrivo sono sicuramente le persone», ne è convinta Maderna, secondo cui ogni impresa del settore deve adottare la logica del beyond the pill, non limitandosi a produrre o distribuire farmaci, ma creando una relazione di fiducia con i pazienti e con altri preziosi interlocutori, come le diverse associazioni e community di pazienti o i sistemi di gestione della salute nel territorio. I dati contano, ma solo se aiutano le aziende a dialogare in modo aperto e trasparente con le persone, le loro aspettative, le loro attese di cura o di qualità della vita.

 

È un mondo aperto, quello del Pharma, dove ogni giorno nascono nuove professionalità, nuove tecnologie, nuove modalità di lavoro. È un mondo dove la digitalizzazione impone un processo instancabile di rinnovamento della forza lavoro attraverso i processi di upskilling e reskilling, dove le competenze scientifiche, indispensabili, si uniscono, integrandosi, a quelle umanistiche, altrettanto imprescindibili, dove creatività e rigore convivono al meglio. Non può esistere innovazione senza etica e per rispondere alle attese del paziente è necessario fare scorta di coraggio, passione e ambizione.

Raffaella Maderna ci presenta uno scenario in cui il people care sarà centrale nell’economia del domani così come nella struttura di ogni tipologia di azienda. Felicità, salute e benessere non saranno più solo dei desiderata, nella nuova normalità saranno condizioni irrinunciabili. Ecco perché guardare con attenzione a quello che accade al settore farmaceutico oggi, in Italia e nel mondo.

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